Una missione di vicinanza
Dal 4 al 15 gennaio 2024, Eso Es – Associazione di clownterapia e solidarietà internazionale ha realizzato #OpeGuate2024, una missione diversa dalle precedenti, per tempi, modalità e intenzione profonda.
A soli dieci mesi dalla missione precedente, #OpeGuate2024 è stata pensata come una missione di vicinanza:
vicinanza ai bambini del Progetto di Borse di Studio, alle loro famiglie, alle loro case, ai loro sogni.
Più tempo condiviso, meno attraversamenti, più relazione.
Portare il clown “a casa”
I primi giorni di missione sono stati dedicati alle visite domiciliari alle famiglie del Progetto.
Per questa edizione, Eso Es ha scelto di portare il proprio mondo clown direttamente a casa, in contesti raccolti, intimi, spesso segnati da fragilità materiali ma anche da grande dignità.
Un piccolo spettacolo, poche magie, qualche gag:
brevi istanti di stupore e risate che aprono un palcoscenico improvviso, capace di sospendere il tempo e creare uno spazio di leggerezza, legami e immaginazione.
I bambini al centro
Il cuore di #OpeGuate2024 sono stati i niños del Progetto di Borse di Studio.
Con loro abbiamo trascorso giornate intere, costruendo attività pensate per valorizzare talenti, unicità e fiducia in sé stessi.
Attraverso:
- laboratori di cucina, che li hanno resi cuochi per un giorno;
- laboratori di giocoleria, per sperimentare e mettersi alla prova;
- giochi, balli, visione di cortometraggi e momenti di condivisione;
abbiamo provato a trasmettere un messaggio semplice e potente:
ognuno ha qualcosa di prezioso da custodire, anche quando le difficoltà sembrano togliere spazio ai sogni.
Famiglie, legami, comunità
La domenica è da sempre un momento speciale per Eso Es: una giornata interamente dedicata alle famiglie del Progetto.
Accoglienza, attività condivise, formazione e festa.
Durante #OpeGuate2024 si è svolto:
- un laboratorio di primo soccorso, grazie alla presenza di una volontaria infermiera;
- la consegna del Premio Ciapetta;
- la condivisione del pranzo comunitario;
- la consegna delle canastas navideñas, delle foto di famiglia e dei materiali delle borse di studio 2024.
Giornate così permettono di cogliere l’essenza del Progetto Eso Es:
relazione, continuità, fiducia costruita nel tempo.
L’oceano: una prima volta indimenticabile
Uno dei momenti più intensi della missione è stata la gita a Monterrico, sull’oceano Pacifico.
Per più della metà dei bambini era la prima volta davanti al mare.
Il viaggio, la lancia sul fiume, l’arrivo all’oceano:
un susseguirsi di stupore, adrenalina, silenzio e poi risate incontenibili.
Uno dei ragazzi più grandi ha esclamato: «È così grande e bello che non mi sta negli occhi».
Un’esperienza potente, difficile da raccontare a parole, che resta impressa come uno dei momenti più emozionanti vissuti con i bambini e le bambine del Progetto.
Teatro in strada e quotidianità
La missione ha attraversato anche le strade polverose di San Andrés, trasformate per un giorno in un palcoscenico a cielo aperto.
Il teatro in strada di Eso Es ha incontrato la calle, con il suo calore, la sua fragilità e la sua vitalità.
Giorno dopo giorno, un piccolo sipario ha continuato ad aprirsi su spaccati di vita, nella calorosa accoglienza delle famiglie: a volte, per essere felici, basta trovarsi nel posto giusto.
Sogni, desideri, stelle
Negli ultimi giorni di attività, i desideri dei bambini – e dei clown – sono diventati un’opera collettiva, grazie a un laboratorio di fotografia dedicato ai sogni.
Un percorso semplice, pensato per aiutare i niños a fermarsi, ascoltarsi e provare a dare forma a ciò che spesso resta invisibile.
Abbiamo chiesto loro di immaginare un sogno, di pensarlo intensamente e di osservare che espressione prende il volto quando si sogna davvero:
che occhi abbiamo quando immaginiamo il futuro?
che postura assume il corpo quando qualcosa ci fa battere il cuore?
Attraverso la fotografia, quei sogni sono diventati sguardi, gesti, silenzi, piccoli frammenti di desiderio impressi in un’immagine.
Un cielo simbolico, punteggiato di stelle, ha raccolto queste espressioni per ricordarci che i sogni esistono, ma hanno bisogno di essere riconosciuti, custoditi e accesi perché possano prendere vita.
È con gli sguardi sognanti dei nostri niños che si sono conclusi i giorni di attività con loro.
Ed è quell’espressione – sospesa tra timidezza, speranza e immaginazione – che custodiremo a lungo nei nostri cuori.
Una missione che racconta chi siamo
#OpeGuate2024 è stata anche:
- laboratori di cucina, giocoleria, giochi e fotografia;
- un passo avanti nel fondo sanitario, con visite mediche ed esami del sangue per i bambini del Progetto;
- la celebrazione dei 10 anni di Eso Es, dieci anni di missioni, clownterapia, impegno, fiducia e tempo donato;
- il lavoro silenzioso e fondamentale della famiglia guatemalteca di Eso Es;
- il sostegno dei volontari presenti e di quelli lontani, e di tutte le persone che continuano a credere nel Progetto.
Durante la missione si è svolta anche la cerimonia di assegnazione del Premio Ciapetta, riconoscimento che incentiva impegno, valori e percorso scolastico, nel ricordo affettuoso di Romina.
Guardando avanti
#OpeGuate2024 ci ha regalato una quantità di magia inimmaginabile.
È stata una missione che ha rafforzato legami, acceso sogni e confermato una scelta:
continuare a credere che vicinanza, tempo e immaginazione siano strumenti potenti di cambiamento.
